Ricevuta affitto: fac simile da compilare e scaricare in PDF
Inserisci locatore, inquilino, immobile, periodo e importo, controlla l’anteprima e scarica un PDF con una riga per la firma di ciascuno. Per il proprietario che incassa l’affitto e per l’inquilino che prepara la ricevuta da far firmare.
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Ricevuta di affitto
Il/La sottoscritto/a Giulia Rossi dichiara di aver ricevuto da Luca Bianchi la somma di 1.200,00 € a titolo di canone di locazione per l’immobile Via dell’Indipendenza 45, int. 6, 40121 Bologna, periodo Ottobre 2026.
Creato con Crea ricevute · receiptmakerapp.com
Esempio: qui compariranno i tuoi dati.
Da usare per: un affitto incassato davvero e per intero — un appartamento, una stanza, un box o una casa vacanze — pagato con bonifico, in contanti, con PayPal o con Satispay.
Non per: una fattura (una ricevuta non lo è), un affitto pagato solo in parte (in quel caso scegli «Pagamento parziale»), una somma mai versata e nulla che serva a ingannare un inquilino, un proprietario o un ufficio.
Fac simile ricevuta affitto: cosa scrivere
Non esiste un modello ufficiale di ricevuta per l’affitto. Nella pratica, però, proprietari, inquilini, agenzie e CAF si aspettano gli stessi dati, e il modulo qui sopra li chiede in quest’ordine:
- nome e indirizzo del locatore, oppure dell’agenzia che incassa per suo conto;
- nome dell’inquilino come compare nel contratto; se siete in due, tutti e due i nomi;
- indirizzo dell’immobile, con piano o interno;
- il periodo pagato, per esempio dal 1° al 31 ottobre 2026;
- canone e spese condominiali o utenze su due righe separate, poi il totale;
- la data in cui hai ricevuto davvero il denaro e il metodo di pagamento: bonifico, contanti, PayPal o Satispay;
- la firma del locatore e, se volete, anche quella dell’inquilino.
Sono consuetudini diffuse, non una consulenza legale. Se il contratto, un’agenzia o il CAF ti chiedono un dato in più, come il codice fiscale o gli estremi di registrazione del contratto, aggiungilo in Altre opzioni › Note.
Ricevuta di affitto
Il/La sottoscritto/a Giulia Rossi dichiara di aver ricevuto da Luca Bianchi la somma di 1.200,00 € a titolo di canone di locazione per l’immobile Via dell’Indipendenza 45, int. 6, 40121 Bologna, periodo Ottobre 2026.
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Come compilare la ricevuta dell’affitto, passo per passo
Che la compili il proprietario o l’inquilino, i passaggi sono gli stessi:
- Scrivi il nome del locatore come compare nel contratto. Se l’affitto lo incassa un’agenzia, indica l’agenzia.
- Scrivi il nome dell’inquilino. Siete in due nel contratto? Con «Aggiungi un altro inquilino» compaiono entrambi i nomi.
- Indica l’indirizzo dell’immobile e il periodo: il primo e l’ultimo giorno coperti dal pagamento.
- Inserisci canone e spese separatamente: il totale si calcola da solo.
- Scegli la data in cui l’affitto è arrivato davvero e il metodo di pagamento.
- Scarica il PDF, stampalo o invialo, e firmate. Ognuno ne tiene una copia.
Ricevuta pagamento affitto: bonifico, contanti, PayPal o Satispay
Con il bonifico resta già una traccia in banca, ma di solito dice solo chi ha pagato e quanto. La ricevuta aggiunge il periodo, l’immobile e la firma di chi ha incassato: per questo molti inquilini la chiedono comunque, soprattutto quando il canone parte da un conto diverso o la causale è generica.
Nella causale del bonifico scrivi il mese e l’indirizzo, per esempio «Affitto ottobre 2026 – Via dell’Indipendenza 45»: così ricevuta e movimento bancario si ritrovano a colpo d’occhio. Con PayPal o Satispay vale lo stesso: conserva la ricevuta insieme alla conferma del pagamento.
Ricevuta affitto in contanti: sempre al momento
Quando l’affitto si paga in contanti, la ricevuta è spesso l’unica prova. Nelle discussioni online ricorrono storie di inquilini che, anni dopo, non riescono a dimostrare mesi pagati a mano senza nulla di scritto. Contate i soldi insieme, compilate la ricevuta e firmate subito.
Sul pagamento dell’affitto in contanti circolano regole e interpretazioni diverse, tra limiti all’uso del contante e tracciabilità: qui non entriamo nel merito. Se paghi o incassi in contanti, chiedi a un commercialista o a un’associazione di inquilini o di proprietari come comportarti nel tuo caso.
Ricevuta affitto con marca da bollo: quando si mette
Sulle ricevute di importo superiore a 77,47 € di norma si applica una marca da bollo da 2 €: si compra dal tabaccaio, si incolla sulla ricevuta stampata e si annulla con la firma o con la data. Molti proprietari la mettono anche sulla ricevuta dell’affitto.
Se sia dovuta anche quando il canone è pagato con bonifico o in regime di cedolare secca è uno dei punti su cui online si legge di tutto. Il generatore non aggiunge la marca da bollo e non decide al posto tuo: chiedi al tuo commercialista o controlla le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate. Quanto a chi la paga, il riferimento più citato è l’articolo 1199 del codice civile, che mette le spese della quietanza a carico di chi paga; nella pratica spesso se ne occupa il proprietario.
Ricevuta affitto breve: la ricevuta per i tuoi ospiti
Se affitti per pochi giorni o qualche settimana come privato, senza partita IVA, può capitare che un ospite ti chieda una ricevuta per il soggiorno: per un rimborso aziendale, per i propri conti o semplicemente per avere un documento firmato. Con il tipo «Affitto» indichi l’alloggio, le date di arrivo e di partenza come periodo e l’importo pagato.
Se incassi anche l’imposta di soggiorno, di solito la si indica a parte, per esempio nelle Note, perché non fa parte del prezzo dell’alloggio. Se il prezzo comprende le pulizie o altri servizi, indica il totale pagato e specifica nelle Note che cosa comprende.
Questa ricevuta documenta un pagamento tra te e l’ospite. Non sostituisce gli adempimenti fiscali e amministrativi degli affitti brevi — tassazione, comunicazioni, codici identificativi dell’alloggio — che cambiano nel tempo e da un comune all’altro: per quelli rivolgiti a un commercialista. Se gestisci l’attività come impresa, con partita IVA, ti servono altri documenti.
Ricevuta non fiscale affitti brevi: cosa scrivere
«Ricevuta non fiscale» è il nome che si usa di solito per questo documento: una ricevuta tra privati, che non passa da un registratore di cassa e non è un documento fiscale. Di solito riporta il nome e il codice fiscale di chi ospita, il nome dell’ospite, l’indirizzo dell’alloggio, le date del soggiorno, l’importo e il metodo di pagamento, poi la firma.
Sopra 77,47 € molti host aggiungono la marca da bollo da 2 €, come per le altre ricevute. Quando si usa una ricevuta non fiscale, e quando invece serve altro, lo spieghiamo nella pagina dedicata.
Affitto pagato in parte: ricevuta di pagamento parziale
La ricevuta di affitto conferma un canone pagato per intero per un certo periodo. Se l’inquilino ha versato solo una parte, molti proprietari preferiscono una ricevuta di pagamento parziale, che indica la somma ricevuta e quella che manca, e fanno la ricevuta d’affitto quando il periodo è saldato.
Il tipo «Pagamento parziale» fa proprio questo: inserisci il totale dovuto, quanto è già stato pagato e questo pagamento, e il saldo residuo si calcola da solo.
Deposito cauzionale e caparra: una ricevuta a parte
Il deposito cauzionale versato all’inizio della locazione non è un canone: meglio una ricevuta separata, con il tipo «Deposito cauzionale», che riporta l’immobile e una frase sulla restituzione a fine contratto. Una caparra per bloccare l’appartamento prima del contratto è un’altra cosa ancora: scrivi con chiarezza quale delle due stai incassando, senza usare le parole a caso.
Per il 730, l’ISEE o una pratica
La ricevuta dell’affitto viene chiesta spesso anche fuori dal rapporto tra proprietario e inquilino: dal CAF per la dichiarazione dei redditi o per l’ISEE, da un’agenzia che vuole vedere gli ultimi pagamenti, da una banca o da un ufficio come prova dell’indirizzo. Ognuno decide da sé che cosa accetta: non possiamo prometterti che una ricevuta basti.
Nelle discussioni online c’è chi racconta che il CAF non ha mai chiesto ricevute e chi si è sentito chiedere proprio quelle. Il consiglio più ripetuto è semplice: conserva contratto, ricevute firmate e movimenti bancari, e chiedi prima al CAF o all’ufficio che cosa vuole vedere.
Ricevuta affitto in Word, in PDF o sul blocchetto?
Un modello Word si scarica, si modifica a ogni scadenza e si salva in PDF. È il metodo più diffuso ed è anche quello in cui si infilano gli errori: il mese vecchio, l’importo dell’anno prima, le spese sommate al canone. Il blocchetto di ricevute della cartoleria funziona, ma la copia a carta carbone sbiadisce.
Il generatore qui sopra riparte sempre da un modulo pulito, calcola il totale e crea il PDF direttamente sul tuo dispositivo: non viene caricato nulla e non serve registrarsi. La bozza resta in questo browser finché non premi «Cancella».
Sono l’inquilino: come ottengo la ricevuta dell’affitto?
Chiedila per iscritto — un messaggio o un’e-mail bastano per cominciare — indicando i mesi che ti servono. Molti proprietari semplicemente non ci hanno pensato. Se non risponde, una raccomandata o una PEC sono il passo successivo più consigliato, e un’associazione di inquilini può aiutarti.
Se tarda, prepara tu la ricevuta con gli importi e le date giuste e chiedigli di controllarla e firmarla. Quando puoi, paga con bonifico e con una causale chiara: insieme a una ricevuta firmata, lascia una traccia precisa di quello che hai versato.
Non firmare mai al posto del proprietario e non modificare una ricevuta che ti ha dato. Una ricevuta ha senso solo se la firma chi ha ricevuto il denaro.
Prepara una ricevuta da far firmareOgni mese?
Quando l’app è più comoda
La ricevuta precedente, duplicata con un tocco
Stesso inquilino, stesso immobile: duplichi l’ultima ricevuta e cambi solo il periodo. Niente più file Word da ritoccare a ogni scadenza.
Il riepilogo annuale per inquilino
Tutte le ricevute dell’anno di un inquilino su una sola pagina, comodo quando te le chiede tutte insieme, per esempio per il 730 (Pro).
Firmata e inviata dal telefono
Firmi con il dito e mandi il PDF su WhatsApp o per e-mail. Ogni ricevuta resta sul tuo telefono, facile da ritrovare.
L’app per Android arriverà presto. Nel frattempo puoi creare le tue ricevute su questo sito.
Domande frequenti
Il proprietario è obbligato a darmi la ricevuta dell’affitto?
È la domanda più frequente degli inquilini. Il riferimento più citato è l’articolo 1199 del codice civile: chi riceve un pagamento deve rilasciare quietanza se chi paga la chiede, a spese di quest’ultimo. Quando si paga con bonifico, molti ritengono che basti la traccia bancaria e che la ricevuta sia dovuta solo su richiesta. Se il proprietario rifiuta, chiedila per iscritto e conserva le prove di pagamento; per il tuo caso rivolgiti a un’associazione di inquilini o a un avvocato. Questa non è una consulenza legale.
Pago con bonifico o con addebito in conto: mi serve comunque una ricevuta?
Il movimento bancario dimostra che il denaro è partito, ma spesso non dice per quale mese e per quale immobile; con l’addebito diretto a volte la causale è ancora più vaga. Per questo molti inquilini chiedono lo stesso una ricevuta firmata, soprattutto se devono presentare i pagamenti al CAF, per l’ISEE o in un’altra pratica. Chi li chiede decide che cosa accetta: domandalo prima.
Sulla ricevuta dell’affitto ci vuole la marca da bollo?
Di norma, sulle ricevute sopra 77,47 € si applica una marca da bollo da 2 €, e molti proprietari la mettono anche su quella dell’affitto. Se sia dovuta quando il canone è pagato con bonifico o in cedolare secca, online si leggono risposte opposte. Il PDF si può stampare per incollare la marca e annullarla con la firma; per il tuo caso chiedi a un commercialista.
Ho pagato l’affitto in contanti senza ricevuta: cosa posso fare?
Raccogli quello che hai: messaggi in cui il proprietario conferma di aver ricevuto i soldi, prelievi dal conto con date vicine, eventuali testimoni. Poi chiedigli una dichiarazione scritta, datata e firmata oggi, che elenchi i periodi pagati. D’ora in avanti fatti dare una ricevuta a ogni pagamento, oppure paga con bonifico. Se la questione è già diventata una lite, parla con un avvocato o con un’associazione di inquilini.
Una ricevuta dimostra che ho pagato anche i mesi precedenti?
No: una ricevuta riguarda il periodo e l’importo che ci sono scritti sopra. Proprio per questo conviene indicare sempre il periodo in modo preciso, «dal 1° al 31 ottobre 2026», e non solo «affitto». Una ricevuta generica o sbagliata può creare discussioni, come nel caso raccontato online di un’agenzia che aveva rilasciato per errore una ricevuta mentre il mese prima non era stato pagato.
Ho pagato più mesi insieme: una ricevuta sola o una per ogni mese?
Vanno bene entrambe le soluzioni. Una ricevuta unica funziona se il periodo è scritto per intero, per esempio «dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026», e l’importo corrisponde a tutto il periodo. Molti preferiscono comunque una ricevuta per ogni mese, più facile da presentare quando ne viene chiesta una sola. In ogni caso la data è quella in cui hai ricevuto il denaro.
