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Ricevuta prestazione occasionale: fac simile con calcolo della ritenuta

Inserisci i dati di prestatore e committente, controlla il calcolo della ritenuta del 20% e scarica il PDF da firmare. Per chi lavora senza partita IVA e riceve un compenso occasionale.

  • I dati che inserisci non lasciano questo dispositivo. Nessuna registrazione.
  • Gratis
Tipo di documento

Prestatore — chi ha svolto il lavoro

Chi ha svolto il lavoro e riceve il compenso. Es. Giulia Ferri

16 caratteri, come sulla tessera sanitaria. Es. RSSMRA85T10A562S

Via, numero civico, CAP e città. Es. Via Roma 14, 20121 Milano

Committente — chi paga

Chi ti paga: azienda, associazione, professionista o privato. Es. Studio Grafico Luce S.r.l.

11 cifre per società e associazioni, 16 caratteri per le persone. Es. 01234567897

Solo se c’è: un’associazione può avere solo il codice fiscale. Es. 01234567897

Sede legale o indirizzo di chi paga. Es. Corso Venezia 8, 20121 Milano

Di solito sì se paga un’azienda, un professionista o un ente; no se paga un privato, un forfettario o un committente estero.

PDF in inglese o bilingue e, se serve, il controvalore in un’altra valuta.

Prestazione

Cosa hai fatto, in una riga. Es. Lezioni di inglese (6 ore)

Testo libero: una data, più giorni o un intervallo. Es. 3–14 settembre 2026

Importi

L’importo concordato, prima della ritenuta. Es. 1.000,00

Spese che hai anticipato e che ti vengono rimborsate a parte. Es. 45,00 di treno. Qui il rimborso non entra nella base della ritenuta: verifica con il tuo commercialista.

Scrivi il netto: il compenso lordo viene calcolato per te.

Numero, luogo e data

Una numerazione tua, se la usi. Es. 3/2026

Dove firmi il documento. Es. Milano

Indica la data in cui hai ricevuto davvero il compenso. Es. 30/09/2026

obbligatorio

Quello che scrivi non lascia questo dispositivo.

Aliquote, soglie e formule sono indicative: verifica con un commercialista.

Da usare per: compensi per un lavoro autonomo occasionale svolto senza partita IVA, già ricevuti (ricevuta) o ancora da ricevere (notula).

Non per: Non è una fattura, non sostituisce una busta paga o un contratto per un lavoro continuativo e non serve a documentare pagamenti mai avvenuti o a retrodatare compensi passati.

Cancellare tutti i dati?

Il modulo e la bozza salvata in questo browser verranno svuotati.

Fac simile ricevuta prestazione occasionale: cosa scrivere

Non esiste un modello ufficiale unico: i fac simile che si trovano online sono diversi tra loro, ma riportano quasi sempre gli stessi dati. Il modulo qui sopra li chiede tutti, con una spiegazione e un esempio sotto ogni campo.

Chi riceve il compenso è il prestatore, chi paga è il committente. Del committente si indica di solito il codice fiscale; la partita IVA solo se c’è, perché molte associazioni hanno soltanto il codice fiscale. In una ricevuta per prestazione occasionale di solito compaiono:

  • nome, cognome, codice fiscale e indirizzo di residenza del prestatore;
  • nome o ragione sociale, codice fiscale, eventuale partita IVA e indirizzo del committente;
  • una descrizione della prestazione e, se serve, il periodo in cui l’hai svolta;
  • compenso lordo, ritenuta d’acconto del 20% se il committente la applica, eventuale rimborso spese e netto;
  • la frase che richiama il lavoro autonomo occasionale (art. 2222 c.c.) e l’esclusione dal campo dell’IVA;
  • lo spazio per la marca da bollo da 2 € quando il compenso supera 77,47 €;
  • numero (facoltativo), luogo, data e firma del prestatore.

Come data, sulla ricevuta indica il giorno in cui hai ricevuto davvero il pagamento. Se il compenso non è ancora arrivato scegli «Notula»: il documento chiede il pagamento e non dichiara di averlo già ricevuto.

Ricevuta per prestazione occasionale

N. 3/2026 · Milano, 30/09/2026

Marcada bollo2,00 €

Prestatore

Mario Rossi

C.F. RSSMRA85T10A562S

Via Roma 14, 20121 Milano

Committente

Studio Grafico Luce S.r.l.

C.F. 01234567897

Corso Venezia 8, 20121 Milano


Il/La sottoscritto/a Mario Rossi dichiara di aver ricevuto da Studio Grafico Luce S.r.l. il compenso indicato sotto per la seguente prestazione di lavoro autonomo occasionale: Progettazione logo e biglietti da visita (settembre 2026).

Compenso lordo1.000,00 €
Ritenuta d’acconto 20%−200,00 €
Netto pagato800,00 €

Prestazione di lavoro autonomo occasionale ai sensi dell’art. 2222 c.c. Operazione esclusa dal campo di applicazione dell’IVA ai sensi degli artt. 1, 4 e 5 del D.P.R. 633/72.

Marca da bollo da 2,00 € a carico del prestatore.

Firma del prestatoreData:

Creato con Crea ricevute · receiptmakerapp.com

Esempio: 1.000,00 € lordi pagati da uno studio grafico, con ritenuta del 20% (200,00 €) e netto pagato di 800,00 €. Sopra 77,47 € compare il riquadro per la marca da bollo.

Ritenuta, marca da bollo e soglia dei 5.000 €

  • Quando si applica la ritenuta

    Se il committente è un sostituto d’imposta (un’azienda, un professionista, un ente) di norma trattiene il 20% e lo versa per te: è un acconto sulle tue imposte, non la tassa finale. Un privato, un forfettario o un committente estero in genere non la applicano.

  • La marca da bollo da 2 €

    Sulle ricevute non soggette a IVA di importo superiore a 77,47 € di norma va applicata una marca da bollo da 2 €. Chi la paga si decide tra le parti. Nel PDF c’è un riquadro dove incollarla prima di firmare.

  • La soglia dei 5.000 €

    In genere 5.000 € di compensi nell’anno è la soglia oltre la quale scattano i contributi INPS (Gestione separata) sulla parte eccedente. Online circolano molte versioni diverse di questa regola: tieni il conto dei compensi dell’anno e verifica il tuo caso con un commercialista.

Ricevuta ritenuta d’acconto: quando il committente trattiene il 20%

Con la ritenuta d’acconto il committente non ti versa tutto il compenso: ne trattiene il 20% e lo paga al Fisco per conto tuo, di solito con il modello F24. Per questo sulla ricevuta si scrivono tre importi: compenso lordo, ritenuta e netto.

Un esempio: su 1.000,00 € lordi la ritenuta è di 200,00 € e il netto pagato è di 800,00 €. Se con il committente avete concordato il netto, attiva «Calcola dal netto»: per ricevere 2.500,00 € netti il lordo da indicare è 3.125,00 €, non 3.000,00 €, perché il netto si divide per 0,8.

Sul rimborso spese i pareri non sono concordi: c’è chi lo somma al compenso prima di calcolare la ritenuta e chi lo tiene a parte. Nel modulo il rimborso ha una riga a sé e il testo sotto il campo dice come viene conteggiato; se il tuo committente fa diversamente, chiedi al tuo commercialista.

Ricevuta prestazione occasionale word o PDF?

Un modello Word si può modificare, ma i conti li fai a mano e basta un campo dimenticato per ricominciare. Qui compili un modulo, vedi l’anteprima mentre scrivi e scarichi un PDF già impaginato, con ritenuta e netto calcolati.

Il PDF non si modifica per sbaglio quando lo invii. Se serve la marca da bollo, stampalo, incolla la marca nel riquadro, firma e poi consegna l’originale o invia la scansione, come preferisce il committente. La bozza resta solo in questo browser: puoi chiudere la pagina e riprendere più tardi, e il pulsante «Cancella» la elimina.

Ricevuta compenso occasionale, notula o parcella: che differenza c’è?

Sono nomi diversi per documenti molto simili. La notula, detta anche nota di pagamento o parcella, si manda prima di essere pagati: indica il compenso e chiede il pagamento. La ricevuta si firma dopo e conferma che il compenso è arrivato.

Nel generatore scegli «Ricevuta – già pagato» oppure «Notula – da pagare». Nella notula il PDF non dice che hai ricevuto il denaro e il totale diventa «Netto a pagare». Né la notula né la numerazione sono sempre richieste: molti le usano quando è il committente a chiederle.

Committente estero: lingua, valuta e IVA

Se chi ti paga ha sede all’estero, di solito non applica la ritenuta italiana: il compenso arriva lordo e le imposte le dichiari tu. Attivando «Committente estero» il modulo te lo ricorda, ma la scelta resta tua.

Puoi scaricare il PDF in inglese oppure in italiano e inglese, e aggiungere il controvalore in un’altra valuta con il cambio del giorno. Sul documento compare la frase sull’art. 7-ter del D.P.R. 633/72 al posto di quella sull’esclusione dall’IVA.

Quando una prestazione è davvero occasionale

Di norma si parla di prestazione occasionale per un lavoro autonomo saltuario, senza orari imposti né subordinazione, svolto da chi non ha partita IVA per quell’attività. Non c’è un numero massimo di ricevute, ma compensi regolari e ripetuti dallo stesso committente fanno pensare a un rapporto continuativo.

In quel caso la ricevuta non è lo strumento giusto: parlane con un commercialista o con un consulente del lavoro prima di continuare. Lo stesso vale se percepisci un’indennità come la NASpI o se sei minorenne, perché ci sono regole in più da verificare.

L’app

Ricevute per affitti, acconti e pagamenti: c’è l’app

  • Sei tipi di ricevuta

    Standard, acconto con saldo residuo, rate, affitto, deposito cauzionale e vendita tra privati. La ricevuta per prestazione occasionale per ora si crea qui sul sito.

  • Tutto resta sul telefono

    Ogni ricevuta rimane sull’iPhone, senza account: la ritrovi cercando per pagante, tipo o periodo e la rinvii in PDF quando serve.

  • Firma con il dito, invio su WhatsApp

    Firmi sullo schermo e mandi il PDF su WhatsApp o per e-mail, oppure lo stampi. Circa 30 secondi a ricevuta.

Scarica suApp StoreAndroid: in arrivo

L’app per Android arriverà presto. Nel frattempo puoi creare le tue ricevute su questo sito.

Domande frequenti

A chi serve la ricevuta per prestazione occasionale, e a chi no?

Di norma la usa chi non ha partita IVA e svolge un lavoro autonomo saltuario: una traduzione, un sito web, qualche lezione privata, un intervento per un’associazione. Non sostituisce una busta paga né un contratto per un lavoro continuativo, e non serve a documentare pagamenti mai avvenuti o a retrodatare compensi passati. Se lavori ogni giorno per lo stesso committente, chiedi prima a un commercialista.

Senza partita IVA posso fare una fattura per prestazione occasionale?

No: senza partita IVA non emetti fattura, ma una ricevuta per prestazione occasionale, oppure una notula prima del pagamento. Non è una fattura né una ricevuta fiscale di un negozio: documenta il compenso tra te e il committente, che la conserva per la sua contabilità.

Devo includere nella ricevuta il calcolo della ritenuta d’acconto del 20%?

Se il committente è un’azienda, un professionista o un ente che fa da sostituto d’imposta, di norma sì: si scrivono il compenso lordo, la ritenuta del 20% e il netto pagato, e il committente versa la ritenuta per te. Se ti paga un privato, un forfettario o un committente estero, in genere la ritenuta non si applica e ricevi il lordo. Il 20% è un acconto: il conto finale delle imposte si fa con la dichiarazione dei redditi.

Sopra 77,47 € serve la marca da bollo? Chi la paga e come si mette sul PDF?

Di norma sì: sulle ricevute non soggette a IVA di importo superiore a 77,47 € va una marca da bollo da 2 €. Chi la paga non è fissato una volta per tutte e spesso lo decidono le parti: nel generatore scegli se è a carico del prestatore o del committente. Il PDF ha un riquadro apposito: stampalo, incolla la marca, firma e poi consegna l’originale o invia la scansione. Nei casi dubbi, per esempio con il pagamento tramite bonifico, chiedi al tuo commercialista.

La ricevuta va bene anche per un cliente estero?

Sì, con qualche differenza: di solito il committente estero non applica la ritenuta e al posto della frase sull’esclusione dall’IVA si indica l’art. 7-ter del D.P.R. 633/72. Attiva «Committente estero»: puoi avere il PDF in inglese oppure in italiano e inglese, e aggiungere il controvalore in dollari o in un’altra valuta. La marca da bollo resta, se l’importo supera 77,47 €.

Che data metto: quella della consegna del lavoro o quella del pagamento?

Sulla ricevuta indica la data in cui hai ricevuto davvero il pagamento. Se hai consegnato il lavoro ma non sei ancora stato pagato, prepara una notula con la data di oggi e firma la ricevuta quando arriva il bonifico. Il periodo in cui hai lavorato va nel campo «Periodo», con le parole che preferisci.