Ricevuta non fiscale: cos’è, quando si usa e fac simile in PDF
La ricevuta non fiscale è quella che si scambiano i privati e chi incassa senza partita IVA: conferma un pagamento, senza essere un documento fiscale. Qui sopra trovi un modulo gratuito; più in basso, i casi in cui si usa e quelli in cui serve altro.
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Ricevuta
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Esempio: qui compariranno i tuoi dati.
Da usare per: pagamenti tra privati o incassati senza partita IVA: una quota associativa, un rimborso spese, una vendita occasionale, un affitto tra privati.
Non per: una fattura, uno scontrino o un documento commerciale (una ricevuta non fiscale non ne fa le veci), gli incassi di un’attività con partita IVA, pagamenti mai avvenuti e nulla che serva a nascondere un’attività o un compenso.
Come compilare una ricevuta non fiscale
Non c’è un modello obbligatorio: i fac simile che circolano si somigliano tutti, perché riportano gli stessi dati. Il modulo qui sopra li chiede in quest’ordine:
- chi riceve il denaro: nome e cognome o denominazione dell’associazione, indirizzo e, se vuoi, codice fiscale;
- chi paga: nome e cognome;
- l’importo in cifre e, se vuoi, in lettere;
- la causale, precisa: «Quota associativa anno 2026-2027», non soltanto «Quota»;
- data, luogo e metodo di pagamento;
- un numero, se tieni una numerazione, per esempio per le quote dei soci;
- la firma di chi riceve il denaro.
Molti aggiungono in alto o in fondo la dicitura «Ricevuta non fiscale», per evitare equivoci: puoi scriverla in Altre opzioni › Note.
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Cos’è una ricevuta non fiscale
In Italia chi vende beni o servizi con partita IVA certifica gli incassi con documenti fiscali, come il documento commerciale emesso dal registratore telematico, che ha preso il posto dei vecchi scontrini e ricevute fiscali.
La ricevuta non fiscale è tutto il resto: una semplice dichiarazione firmata di chi ha ricevuto una somma, usata da chi incassa senza partita IVA. Non passa da un registratore di cassa e non va trasmessa a nessuno, ma resta una prova scritta del pagamento: chi, quanto, quando e per che cosa.
Il nome non indica un modello ufficiale: è il modo in cui si distingue questa ricevuta dai documenti che devono emettere negozi, professionisti e imprese.
Quando si usa: i casi più comuni
Nelle domande che si trovano online, la ricevuta non fiscale compare soprattutto in questi casi:
- vendite tra privati: la bici, lo smartphone, i mobili usati, spesso dopo un annuncio su Subito;
- affitti tra privati, compresi gli affitti brevi a ospiti di passaggio;
- compensi per un lavoro occasionale senza partita IVA, per i quali però esiste una ricevuta apposita, con ritenuta e marca da bollo;
- quote associative e contributi versati a un’associazione;
- rimborsi spese a volontari o collaboratori, contro presentazione delle spese sostenute;
- piccole vendite occasionali di chi crea oggetti per hobby.
Hai la partita IVA? Allora serve altro
Se incassi per un’attività con partita IVA — un negozio, uno studio, un B&B gestito come impresa — la ricevuta non fiscale non basta per quegli incassi: ci sono documenti e adempimenti fiscali precisi. Parlane con il tuo commercialista; in quel caso questo sito non fa per te.
Ricevuta non fiscale per associazione: quote e rimborsi
Molte associazioni rilasciano ai soci una ricevuta per la quota associativa, con un numero progressivo, e fanno firmare ai volontari una ricevuta per i rimborsi spese. Il modulo va bene per documentare il pagamento; come registrarlo, e quali regole valgono per il tuo tipo di ente, lo sa il commercialista dell’associazione.
Le ricevute per le erogazioni liberali, cioè le donazioni, sono un caso a parte: hanno requisiti propri e questo generatore non è pensato per quelle.
Ricevuta non fiscale per hobbisti e vendite occasionali
Chi vende ogni tanto oggetti fatti a mano, a un mercatino o online, spesso vuole dare una ricevuta all’acquirente. Per una vendita occasionale il tipo «Vendita tra privati» aggiunge la clausola «visto e piaciuto» e la firma di entrambi.
Le regole per chi vende nei mercatini cambiano da una regione all’altra, e se le vendite diventano regolari si può trattare di un’attività: in quel caso chiedi a un commercialista prima di continuare con le ricevute.
Ricevuta non fiscale con marca da bollo
Sulle ricevute sopra 77,47 € si parla di norma di una marca da bollo da 2 €. Molti la applicano anche alla ricevuta non fiscale: si stampa il PDF, si incolla la marca e la si annulla con la firma. Ci sono eccezioni e casi discussi, per esempio per alcuni enti: se non sei sicuro, chiedi al tuo commercialista.
Affitti brevi e case vacanza
Chi affitta per pochi giorni come privato usa spesso una ricevuta non fiscale per gli ospiti che la chiedono. Nella pagina sulla ricevuta affitto trovi che cosa scrivere e come indicare le date del soggiorno.
Più di una ricevuta?
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Sei tipi di ricevuta in una sola app
Standard, acconto con saldo, rate, affitto, deposito cauzionale e vendita tra privati, ciascuno con i campi giusti.
I tuoi dati e la firma, sempre pronti
Nome, indirizzo, codice fiscale, logo e firma li inserisci una volta sola; poi scrivi solo l’importo e chi paga.
La lingua della ricevuta, a scelta
Ogni ricevuta può uscire in una delle sei lingue dell’app, per esempio in inglese per chi non parla italiano. Il PDF parte su WhatsApp o per e-mail.
L’app per Android arriverà presto. Nel frattempo puoi creare le tue ricevute su questo sito.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra ricevuta fiscale e ricevuta non fiscale?
La ricevuta fiscale era il documento con cui molti commercianti e artigiani con partita IVA certificavano un incasso; oggi al suo posto c’è il documento commerciale del registratore telematico. La ricevuta non fiscale, invece, è una semplice dichiarazione di pagamento tra privati o di chi incassa senza partita IVA: non certifica un incasso ai fini fiscali.
Una ricevuta non fiscale vale come fattura o scontrino?
No. Non è una fattura né uno scontrino, e non li sostituisce: conferma soltanto che una persona ha ricevuto una somma da un’altra. Chi deve emettere fatture o documenti commerciali per la propria attività usa gli strumenti previsti, di solito con l’aiuto di un commercialista; questo sito crea solo ricevute.
Posso scaricare una ricevuta non fiscale?
Non esiste una regola unica: dipende da chi paga, per quale spesa e con quale metodo di pagamento. Per molte detrazioni, per esempio, oggi si chiede anche un pagamento tracciabile. Se vuoi portare una spesa nella dichiarazione dei redditi, o sei un’impresa che paga un privato, chiedi prima al CAF o al tuo commercialista quali documenti servono: noi non possiamo prometterti che una ricevuta basti.
La ricevuta non fiscale è obbligatoria?
Tra privati, in genere, si rilascia quando chi paga la chiede: il riferimento più citato è l’articolo 1199 del codice civile, secondo cui chi riceve un pagamento deve rilasciare quietanza su richiesta. In altri casi è il committente o l’associazione a volerla per i propri conti, come per i compensi occasionali. Se hai la partita IVA, gli obblighi sono altri.
Esiste la ricevuta non fiscale elettronica?
Per le ricevute tra privati non c’è un sistema elettronico da usare né un invio all’Agenzia delle Entrate. Un PDF compilato, stampato e firmato, oppure firmato e scansionato, è la forma più comune, e molti lo mandano per e-mail o su WhatsApp. Se serve la marca da bollo, va incollata sulla copia stampata.
Altre ricevute
- Ricevuta di pagamentoContanti, bonifico, prestiti e rimborsi tra privati
- Ricevuta affittoPer locatori e inquilini, anche per gli affitti brevi
- Ricevuta vendita tra privatiSubito, auto e usato, con la clausola «visto e piaciuto»
- Prestazione occasionaleRicevuta o notula con ritenuta d’acconto e marca da bollo
